L'uomo che cadde sulla terra di Walter Tavis


L'uomo che cadde sulla Terra
Autore Walter Tevis
Traduzione Ginetta Pignolo
Prefazione di Valerio Evangelisti
Collana Minimun Classic Editore Minimun Fax
Anno 2006
pag.231
prezzo: 13 euro
ISBN 9788875210977




Scritto da Walter Tavis e pubblicato per la prima volta nel 1963 (Sia nel paese di origine che in Italia) L'uomo che cadde sulla terra (The Man Who Fell to Earth) da cui è stato tratto l'omonimo film del 1976 (dove David Bowie ricopre il ruolo del protagonista), è un titolo che dice molto sul personaggio principale di questo romanzo, ovvero Newton Thomas Jerome o per meglio dire Rumpelstiltskin, il suo vero nome extraterrestre.
Venuto dal pianeta Anthea, Rumpelstiltskin è stato scelto dai trecento sopravvissuti Antheani a due guerre nucleari e il conseguente disastro ecologico per andare sulla Terra e compiere due missioni per salvare sia i rimasti Antheani sia la Terra stessa. Scelto perchè ritenuto l'unico con la struttura più adatta di tutti per adattarsi al clima e alla gravità terrestre; dopo un periodo di addestramento e trovato il mezzo per poter compiere la missione, Rumpelstiltskin lascia moglie, figli e sopravvissuti e si imbarca sull'astronave di fortuna in grado a malapena di compiere un solo viaggio con un unico posto a sedere.
Newton atterra nel 1985 con le idee ben chiare, tempo di essersi ripreso dal viaggio e adattato alle condizioni ambientali applica quelle poche correzioni esteriori che gli servono per avere un aspetto più umano e comincia a mettere all'opera il primo passo per attuare il progetto. Vendendo anelli d'oro portati dal suo lontano pianeta e vendendo brevetti futuristici di congegni elettronici riesce ad entrare nella società e a diventare un ricco e misterioso imprenditore.
Al lavoro per lui ci saranno molte persone, ma solo due alle quali Newton abbia piacere parlare, un chimico professore universitario, Nathan Bryce, che viene contattato dall'azienda di Newton, la neonata World Enterprises per il suo forte interesse alle innovazioni tecnologiche e per il bisogno di personale e Betty Jo Mosher, una donna sulla quarantina, vedova, che vive dei soldi dell'assistenza pubblica ed è dipendente dall'alcol. Fu lei che al suo primo incontro fortuito con Newton, dopo il quale la porterà con sè come governante personale, lo introduce ai piaceri dell'alcool. All'inizio Newton accetta solo del vino, perchè altri alcolici lo disgustano, ma piano piano nella storia anche Newton (come un comune uomo) cade vittima della dipendenza.
Mentre il piano procede Newton comincia a scoraggiarsi, comincia ad accusare la solitudine e la mancanza del suo pianeta, sopraffà i pensieri con sempre più vino, che alla fine diventerà Gin e poi Whiskey e Angostura. Nessun'altra droga gli fa effetto se non l'alcol. Il piano era di costruire una navicella spaziale in grado di portare i restanti alieni sulla terra, infiltrarli nel governo e nei posti di potere in modo da salvare il pianta Terra da una distruzione uguale a quella di Anthea, cioè una distruzione di guerre e bombe atomiche.
All'inizio era Bryce a chiedersi e a chiedere a Newton se veramente valeva la pena salvare la Terra e gli uomini, ma nel corso della storia i ruoli si invertono, e alla fine sarà Bryce a chiedere a Newton di continuare il suo piano di salvezza mentre Newton, che ormai ha abbandonato il progetto crolla sfinito su un bancone di un bar ormai cosciente del piano fallito e del tempo non recuperabile. La speranza Newton la prova ancora, ma è annebbiata dall'alcol e flebile, è una speranza che lo stesso Newton capisce superficiale, ormai persa, e così il finale del libro resta aperto.

Tavis all'inizio del racconto sembra provare ad accostare la figura di Cristo a quella di Newton, oppure la vicenda di Cristo e quella di Newton, nella breve e quasi sfuggevole frase che vede gli occhi di Newton incontrarsi con quelli di un Cristo appeso alla croce raffigurato su un quadro. Newton riconosce l'immagine, sa chi è Cristo e come mai è in croce, sa cos'è la religione e la sua reazione non è una comprensione di quell'uomo vissuto anni e anni or sono, nè il paragone con la sua missione, ma un trasalimento nel vedere a quanto il volto consunto e sofferente somigli a un volto Antheano. L'autore porta in campo una breve e non tradizionale interpretazione della Bibbia dove vuole che Cristo sia stato un extraterrestre sceso sulla Terra. E durante il romanzo anche Bryce, cercando di capire la verità sulla provenienza di Newton arriva a fare il paragone con Cristo, chiedendosi se anche quest'ultimo fosse stato un extraterrestre.
L'immagina da cui Newton viene attratto come una calamita è di un quadro di Bryce raffigurante la caduta di Icaro, forse perchè rappresenta un uomo che ha voluto superare se stesso, oppure sfidare gli dei, oppure....ci sono molte interpretazioni che il protagonista potrebbe dare al quadro, ma l'autore non ce ne fornisce.
 
Il romanzo è scorrevole, lo stile non è pesante e Tavis non si perde in descrizioni stucchevoli o abbondanti. La storia è narrata in terza persona e scorre chiara e lineare senza forzature. Personalmente mi è piaciuto, ma non mi ha colpito come altri romanzi improntati con temi analoghi.


Edizioni italiane (aggiornato2018):
I
II
III












Walter Tevis, L'uomo che cadde sulla Terra, Collana Urania n.357, Mondadori, Pubblicazione: 8 Novembre 1964 Copertina: Karel THOLE
II  Stella a cinque mondi, antologia di racconti tra cui quello di Walter Tevis, L'uomo che cadde sulla Terra,Collana Omnibus, Mondadori, Pubblicazione Dicembre 1973
III Walter Tevis, L'uomo che cadde sulla Terra, Collana Urania n.694, Ristampa del numero 357. Pubblicato in data:11 Aprile 1976

IV
V
VI













IV Walter Tevis, L'uomo che cadde sulla Terra, Collana Classici Fantascienza n.62 (diventati in seguito Classici Urania), Pubblicazione Maggio 1982 
V Walter Tavis, L'uomo che cadde sulla Terra,  Collana Urania n.62, Mondadori, Pubblicazione: Maggio 1982
VI Walter Tevis, L'uomo che cadde sulla Terra, Collana Oscar Fantascienza 88, Mondadori, Pubblicazione 1 Luglio 1990
VII Walter Tavis, L'uomo che cadde sulla Terra, Collana Classici Urania 306, Mondadori, Pubblicazione 2002
VIII
IX  Walter Tavis, L'uomo che cadde sulla Terra, Traduttore G. Pignolo,Editore BEAT pubblicazione 2012

VII


VIII
IX







                           

                          



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