martedì 7 luglio 2015

lettera elettronica

E' vero le macchine danno lavoro, ed apprezzo l'esempio che mi hai fatto ma non so se ti rendi conto di quanti siamo in Italia, veramente tanti, senza contare quelli che sono italiani solo perché hanno il certificato di nazionalità ma sono comunque stranieri, senza contare quelli che lavorano in nero, insomma, quello che voglio dire è che se ci sono così tanti disoccupati un motivo ci sarà, e lasciando stare quelli che prendono la scusa della crisi per non fare niente tutto il resto è costituito da giovani usciti dalle scuole o università oppure addirittura padri di famiglia. Moltissime, ma veramente moltissime aziende si stanno trasferendo all'estero perché la pressione fiscale è allucinante, Renzi ha emesso il job act, un piano per regolamentare il lavoro (senza contare che non è salito con il voto, quindi non è democraticamente stato eletto [che poi alla fine le votazioni secondo me sono solo per nascondere una dittatura democratica[) quando di lavoro non ce n'è, il bello è che molti del nostro popolo italiano, nonostante riconoscano il fatto che il lavoro non c'è, si sono fatti abbindolare dal job act, ossia piano di lavoro, perché a loro basta solo sentire la parola lavoro e farsi illudere dalle belle parole, ma non si rende conto che sta contraddicendo se stesso (cioè dimentica il fatto che di lavoro non ce ne sia per lamentarsi di come il lavoro va regolato con le leggi, ed è stato fatto apposta dal governo ciò, distrarre le persone dal vero problema, nonostante siano consapevoli di quale sia, se lo dimenticano e basta). Un mio amico di ventisette anni ha da quasi un anno finito l'università con summa con lode in biologia e biotecnologia, ha fatto uno stage di un anno all'estero ed ora tornato in Italia l'unico lavoro del suo ramo di studi che è riuscito a trovare è stato il venditore porta a porta per prodotti agricoli che ha rifiutato perché dopo cinque anni più il dottorando all'università voleva quello per cui ha faticato, dopo un anno, solo e grazie alla mamma della sua ragazza, è riuscito ad avere un posto sottopagato al laboratorio di una piccola azienda, è vero il lavoro lo ha, ma guarda te come ha fatto a trovarlo e guarda te come sta, cominciano a manifestarglisi i primi sintomi di depressione, o se no prendo in esempio Davide, un altra persona che conosco, a trent'un anni si trova ancora senza un lavoro stabile, non riesce a prendere un appartamento più grande ed aspetta un figlio, l'unica che porta un sostegno economico fisso è la moglie che lavora sotto (e non per) suo padre, oppure...ok non sto scrivendo un libro solo che è così facile perdersi con le email, quando puoi dire la tua senza essere interrotto,    tutti quelli che conosco sono in una situazione precaria ed instabile; io credo che come hai detto tu ci sia un cambiamento nel mondo del lavoro in atto, ma noi, noi che siamo qui, ora, la nostra generazione, non ne trarrà alcun beneficio, quando le cose saranno sistemate ormai saremmo vecchi lavoratori stanchi, quindi il futuro di cui abbiamo parlato, il futuro di "benessere", incentrato sulla tecnologia, quando i lavori umili saranno in pochi a farli e la maggior parte degli uomini dovrà sorvegliare le macchine (fino a che i sorveglianti in carne ed ossa davanti a noi saranno a guardarci dietro le telecamere [non so se hai presente gli ipermercati che hanno le casse elettroniche, tu fai il compratore, colui che va a fare la spesa, sia il cassiere che si batte la merce sul nastro, con una cassiera che sorveglia sei casse elettroniche [[e l'ipermercato a fatto a meno di cinque cassiere da stipendiare]], e la telecamera alle spalle, ecco io credo che saranno così i futuri supermercati]), è vero che una macchina non può fare il lavoro di un infermiera, ma un'infermiera, se aiutata dalle macchine, può fare i lavoro di più infermiere, è vero che il lavoro umanitario e di relazione sociale ci sarà sempre, ma ciò non vuol dire che non sarà gestito da pochi...

Per la frase "...ma quasi solo per avere soldi da spendere/sprecare in cazzate..."
Il capitalismo è così, si basa sul guadagnare e spendere soldi, siamo appunto in crisi perché l'economia Nazionale non gira, non per niente siamo bombardati da pubblicità, diventate oltretutto invadenti (ed infestanti aggiungerei), alla fine tutte quelle cose non ci servono per vivere, ad esempio  per amare una persona non ti serve nient'altro che stare con lei, non ti serve comprare qualcosa che non sia del cibo, bevande (la casa dovrebbe essere garantita dallo stato per il cittadino), voglio dire, le cose semplici sono le cose di cui abbiamo bisogno, quindi serve la pubblicità a farci desiderare le cose che non abbiamo, facendone sentire la mancanza, facendoti sentire la mancanza di cose che non hai mai avuto (c'è da dire che i soldi ormai servono solo a pagare i nostri diritti e pagare i nostri doveri, non ci si può permettere molto altro).

Nessun commento:

Posta un commento